Che cos’è il dropshipping e come funziona
Il dropshipping è un modello di vendita online in cui puoi commercializzare prodotti senza dover gestire fisicamente un magazzino. In pratica, tu ti occupi del negozio, del marketing, del rapporto con il cliente e della definizione dei prezzi, mentre un fornitore esterno gestisce stoccaggio, imballaggio e spedizione.
Quando un cliente acquista dal tuo shop:
- incassi il pagamento;
- inoltri l’ordine al fornitore (manualmente o tramite integrazione automatica);
- il fornitore prepara il prodotto e lo spedisce direttamente al cliente finale;
- tu gestisci assistenza, resi, comunicazione e branding.
Il tuo guadagno deriva dalla differenza tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita: il margin è la tua vera leva di business.
Questo modello piace perché consente di iniziare con costi ridotti e senza magazzino, ma richiede comunque una gestione professionale: controllo qualità, attenzione alle spedizioni, analisi dei margini e soprattutto rispetto della normativa fiscale italiana.
Come funziona il dropshipping passo dopo passo
Per capire meglio il processo, ecco la sequenza operativa di un ordine in dropshipping:
- Il cliente acquista dal tuo ecommerce o da un marketplace.
Arriva l’ordine e incassi immediatamente tramite Stripe, PayPal o altro gateway. - Tu inoltri l’ordine al fornitore.
Questo può avvenire:
a) tramite un’app integrata (es. DSers, Syncee, ecc.);
b) tramite pannello del fornitore;
c) tramite caricamento file. - Il fornitore prepara e spedisce il prodotto.
L’imballaggio può essere neutro oppure brandizzato, a seconda degli accordi. - Il cliente riceve il prodotto.
Nel pacco possono essere inclusi scontrino, fattura o documenti personalizzati. - Tu gestisci assistenza, resi e soddisfazione del cliente.
È un aspetto cruciale: anche se spediscono altri, la reputazione è la tua.
In sintesi, il tuo lavoro si concentra su:
- marketing e acquisizione clienti;
- creazione del brand;
- gestione del pricing;
- analisi delle performance;
- customer care.
Il fornitore gestisce invece tutta la parte logistica.
Differenze tra dropshipping ed ecommerce tradizionale
Il dropshipping e l’ecommerce tradizionale condividono molti aspetti — entrambi vendono prodotti online, curano il marketing e gestiscono clienti — ma si distinguono per un elemento centrale: la gestione dello stock.
Ecco le differenze più rilevanti:
1. Gestione del magazzino
- Dropshipping: non gestisci scorte, non ricevi merce, non spedisci.
- Ecommerce tradizionale: devi acquistare stock, stoccarlo e spedirlo.
2. Investimento iniziale
- Dropshipping: costo iniziale basso, nessun investimento in inventario.
- Ecommerce tradizionale: servono capitali per acquistare merci e gestire magazzino.
3. Controllo sulla qualità
- Dropshipping: dipendi dal fornitore, rischi variabilità nei prodotti.
- Ecommerce tradizionale: controlli direttamente qualità, packaging e spedizioni.
4. Margini di profitto
- Dropshipping: margini generalmente più bassi a causa della concorrenza elevata.
- Ecommerce tradizionale: margini più alti, soprattutto se acquisti stock in quantità.
5. Tempi e affidabilità delle spedizioni
- Dropshipping: dipendono dal fornitore, soprattutto se estero.
- Ecommerce tradizionale: tempi rapidi, massima prevedibilità.
6. Scalabilità
- Dropshipping: scalabile rapidamente se il fornitore è efficiente.
- Ecommerce tradizionale: devi gestire logistica, personale e magazzino.
In breve:
il dropshipping è un ottimo modello per iniziare, mentre l’ecommerce tradizionale permette massima qualità, controllo e margini più alti quando l’attività cresce.
Vantaggi e svantaggi del dropshipping
Il dropshipping può essere un ottimo modo per entrare nel mondo dell’ecommerce, ma va compreso in modo realistico. È un modello accessibile, flessibile e scalabile, ma presenta limiti strutturali che molti principianti non considerano.Perché attira chi vuole iniziare online
Il dropshipping è molto popolare tra chi si avvicina per la prima volta al commercio online perché presenta alcuni vantaggi immediati:1. Costi iniziali bassi
Non devi comprare stock o affittare un magazzino. Ti basta una piattaforma ecommerce, qualche integrazione e un minimo budget per il marketing.2. Rischio ridotto
Non devi anticipare migliaia di euro in merci che potrebbero non vendere. Puoi testare prodotti e nicchie in modo rapido.3. Nessuna gestione logistica
Il fornitore si occupa di tutto:- stoccaggio,
- imballaggio,
- spedizione. Questo elimina una delle parti più costose e complesse dell’ecommerce.
4. Catalogo flessibile e aggiornabile
Puoi aggiungere, rimuovere e testare prodotti in tendenza senza impegno. Perfetto per capire cosa funziona prima di investire in stock.5. Scalabilità veloce
Se il prodotto funziona e il fornitore è solido, puoi aumentare le vendite concentrandoti solo su marketing e branding. Questi vantaggi rendono il dropshipping il punto di ingresso ideale per chi vuole imparare come funziona la vendita online senza assumersi grandi rischi.Rischi, limiti e problemi comuni
Accanto ai vantaggi, il dropshipping presenta una serie di rischi reali che spesso chi inizia non considera — e che possono compromettere la reputazione del brand. Ecco i più importanti:1. Margini di profitto spesso ridotti
La concorrenza è alta e molti vendono gli stessi prodotti, soprattutto se provenienti da marketplace come AliExpress.2. Tempi di consegna più lunghi (specie fuori UE)
Spedizioni lente o non tracciabili generano insoddisfazione, richieste di rimborso e recensioni negative.3. Dipendenza totale dal fornitore
Se il fornitore sbaglia:- imballaggio,
- spedizione,
- tempi,
- qualità il cliente dà la colpa a te, non a lui.
4. Problemi nella gestione dei resi
Spesso la merce deve tornare al fornitore in un altro Paese, aumentando costi e complicazioni operative.5. Normativa fiscale complessa
Anche se non gestisci il magazzino, incassi tu e vendi tu. Quindi devi:- aprire partita IVA,
- applicare correttamente l’IVA,
- registrare fatture,
- gestire eventuali operazioni intracomunitarie.
6. Instabilità dell’offerta
Prodotti che spariscono, fornitori che cambiano condizioni, costi di spedizione che aumentano.7. Saturazione di alcuni prodotti
Certi articoli virali vengono copiati e saturati rapidamente → diventano poco profittevoli. Morale: il dropshipping funziona, ma solo chi lo gestisce in modo professionale evita problemi seri.A chi conviene e a chi no
Il dropshipping non è adatto a tutti. Ecco un quadro realistico.A chi conviene il dropshipping
✔ A chi vuole iniziare con budget ridotto Perfetto per testare idee senza investire in stock.✔ A chi è disposto a imparare marketing digitale Il successo dipende da:
- advertising,
- copywriting,
- analisi dati,
- creatività.
✔ A chi accetta margini più bassi in cambio di scalabilità È un modello che punta sul volume e sull’ottimizzazione.
A chi NON conviene il dropshipping
✘ A chi cerca margini alti e immediati Non è il modello giusto per chi vuole profitti veloci e consistenti da subito.✘ A chi non vuole gestire clienti o problemi logistici Anche se non spedisci, il customer care è totalmente a tuo carico.
✘ A chi non vuole responsabilità fiscali Fare dropshipping significa aprire una partita IVA e operare come un’attività vera.
✘ A chi non vuole rischiare recensioni negative dovute ai fornitori Se il fornitore sbaglia, il brand danneggiato è il tuo.
Come iniziare a fare dropshipping in Italia: percorso pratico
Avviare un’attività di dropshipping in Italia richiede metodo e una chiara definizione dei passaggi. Molti si concentrano subito sui prodotti, ma la parte strategica — nicchia, margini, fornitori e setup tecnico — è ciò che determina davvero la riuscita del progetto.
Come scegliere la nicchia giusta
La scelta della nicchia è uno dei passaggi più importanti: incide sui costi pubblicitari, sulla concorrenza e sul potenziale di profitto.
Ecco i criteri che contano davvero:
1. Domanda esistente (e non solo trend momentanei)
Evita prodotti virali che durano poche settimane. Scegli categorie che hanno una domanda stabile negli anni:
- casa e organizzazione
- salute e benessere
- prodotti per animali
- accessori tech
- articoli per bambini
- hobby e tempo libero
2. Problema chiaro che il prodotto risolve
Un prodotto che risolve un problema vende molto più facilmente di un gadget “carino ma inutile”.
3. Margini sufficienti
Non partire da prodotti con prezzo al pubblico troppo basso: sotto i 20–25€ diventa difficile far quadrare la pubblicità.
4. Concorrenza gestibile
Usa strumenti come Google Trends, Ads Keyword Planner, Amazon e TikTok per capire se la nicchia è satolla o se c’è spazio.
5. Disponibilità di fornitori affidabili
Anche la nicchia migliore non funziona se i fornitori non garantiscono qualità e tempi decenti.
La nicchia perfetta è quella con buona domanda, concorrenza sostenibile e margini corretti.
Come valutare la domanda e i margini
Molti fallimenti nel dropshipping derivano da prodotti che non hanno margini o domanda sufficiente.
Ecco come valutarli in modo professionale:
1. Stima della domanda
- Usa Google Trends per capire stagionalità e traiettoria.
- Controlla Amazon: esistono già prodotti simili? Quante recensioni hanno?
- Osserva TikTok, Instagram e Pinterest per capire se c’è hype naturale.
2. Calcolo dei margini reali
Non fermarti alla differenza tra prezzo d’acquisto e prezzo di vendita.
Devi considerare:
- Costo del prodotto
- Costo spedizione fornitore
- Costo spedizione eventuale al cliente
- Costi pubblicitari (CPC, CPM, CPA)
- Commissioni Stripe / PayPal
- Resi / rimborsi
- Aliquote fiscali
Margine minimo consigliato: almeno 2,5–3x rispetto al costo del prodotto.
Se compri a 10€, vendere a 20€ non funziona quasi mai.
Come trovare fornitori davvero affidabili (checklist)
Il fornitore è il pilastro del dropshipping. Un buon fornitore vale più di qualunque strategia marketing.
✔ Checklist dei criteri da verificare
- Comunicazione rapida e chiara
Risponde in tempi brevi, ha un referente umano, condivide contatti diretti. - Stock e tempi di consegna realistici
Evita chi promette consegne miracolose o ha scorte ballerine. - Politiche di reso documentate per iscritto
Chi paga cosa? Dove torna la merce? In quanto tempo? - Qualità verificata tramite ordini test
Ordina sempre campioni: foto e descrizioni possono mentire, la realtà no. - Documentazione completa
Listini, foto originali, certificazioni CE dove necessario. - Reputazione verificabile
Feedback su AliExpress, Alibaba, piattaforme dropshipping, community Facebook. - Possibilità di branding
Packaging personalizzato, etichette, inserti: se vuoi costruire un brand, serve
Dropshipping su Amazon: cosa è permesso e cosa no
Fare dropshipping su Amazon può essere molto redditizio, ma è anche una delle attività più delicate. Amazon accetta il dropshipping solo in casi specifici e ha regole estremamente rigide: basta un errore del fornitore per rischiare la sospensione dell’account. L’idea fondamentale è questa: 👉 Agli occhi del cliente, il venditore deve essere sempre e solo tu. Non è ammesso alcun riferimento al fornitore nell’imballaggio, nei documenti o nelle comunicazioni incluse nel pacco.Differenza tra FBA, FBM e dropshipping ammesso
Amazon offre tre modalità principali di vendita. Capire la differenza è essenziale per non violare le policy.1. FBA – Fulfillment by Amazon
- Il fornitore (o tu) invia la merce ai magazzini Amazon.
- Amazon gestisce: ✔ stoccaggio ✔ spedizioni ✔ resi ✔ customer service
- Prime e spedizioni rapide
- Aumento conversioni
- Logistica ultrarapida
- Valutazioni più alte
- Costi non banali
- Necessità di acquistare stock
2. FBM – Fulfillment by Merchant
- Sei tu a gestire la spedizione.
- Puoi utilizzare un fornitore esterno (dropshipping), ma rispettando regole rigide.
- il pacco arriva senza loghi o documenti del fornitore
- tu sei indicato come venditore in ogni documento
- gestisci direttamente resi e assistenza
- rispetti i tempi indicati nella tua offerta Amazon
3. Dropshipping NON ammesso (quello che ti fa bannare)
È vietato se:- il pacco contiene loghi, fatture o volantini del fornitore
- il cliente capisce che hai spedito tramite terzi
- il fornitore appare come venditore effettivo
- i tempi non vengono rispettati
- non hai controllo sul tracking
Rischi e metriche da monitorare
Vendere su Amazon tramite dropshipping comporta rischi più alti rispetto a un ecommerce indipendente. Amazon monitora tutto, e ogni dato influenza la tua reputazione.Le metriche principali da tenere sotto controllo:
✔ 1. Order Defect Rate (ODR)
Include recensioni negative, reclami A-to-Z, chargeback. Deve essere sotto l’1%.✔ 2. Late Shipment Rate
Ordini spediti in ritardo. Deve essere sotto il 4%. Ordini spediti in ritardo. Deve essere sotto il 4%.✔ 3. Cancellation Rate
Ordini cancellati prima della spedizione. Deve essere sotto il 2,5%.✔ 4. Tracking Valid Rate
Tracking che funziona realmente: deve essere oltre il 95%.Rischi reali da considerare
❗ Ritardi del fornitore → sospensione account ❗ Errori nella qualità → recensioni negative ❗ Pacchi con loghi del fornitore → violazione policy ❗ Tempi lunghi → aumento richieste di rimborso ❗ Stock non sincronizzato → cancellazioni forzate In sintesi: 👉 Amazon funziona solo se hai fornitori estremamente affidabili e processi automatizzati.Registrazioni IVA all’estero, dichiarazioni, OSS, EPR?
Domande Frequenti
No, tu non puoi fare dropshipping completamente senza soldi.
Puoi però iniziare con un budget molto ridotto.
Ecco quali costi minimi devi considerare:
- Piattaforma ecommerce (Shopify o hosting WordPress)
- Dominio
- Budget pubblicitario iniziale (anche piccolo)
- Costi fiscali e amministrativi se apri Partita IVA
- App e integrazioni basilari
Anche con 400–500€ puoi partire, ma non a costo zero.
👉 Il dropshipping non è gratis: è un’attività vera, con costi veri, anche se molto più bassi di un ecommerce tradizionale.
Il guadagno nel dropshipping dipende da tre fattori principali:
- Tu quanto sei bravo nel marketing (ads, funnel, creatività)
- Il margine medio dei tuoi prodotti
- La tua capacità di ottimizzare i costi (CPA, resi, fornitori)
Per darti un riferimento realistico:
🟢 Progetti piccoli: 300–800€/mese
Per chi testa una nicchia o lavora qualche ora a settimana.
🟠 Progetti seri ma non full-time: 1.000–3.000€/mese
Con costanza, un buon prodotto e un fornitore affidabile.
🔵 Progetti scalati bene: 5.000–20.000€/mese (o oltre)
Chi ha competenze solide in advertising, creatività, analisi dati e branding.
Il dropshipping non è un metodo per arricchirsi facilmente: è un lavoro basato su test, ottimizzazione continua e gestione professionale.
👉 Tu puoi guadagnare bene solo se tratti il dropshipping come un’azienda, non come un giochino online.
La risposta corretta è:
✔ Tu puoi vendere senza Partita IVA solo se l’attività è occasionale, sporadica e non continuativa.
Ma attenzione:
- Il dropshipping è, per sua natura, continuativo
- Incassi tu
- Vendi a consumatori finali
- Gestisci marketing e assistenza
- Hai una struttura commerciale
Per queste ragioni, nella maggior parte dei casi serve aprire Partita IVA fin dall’inizio.
👉 Proseguire con vendite continuative senza Partita IVA comporta rischi fiscali e sanzioni.
Sì, tu puoi ancora fare dropshipping oggi, ma solo con un approccio moderno e professionale.
Il modello del “prodotto virale messo online e via” è morto da anni.
Oggi funziona se:
✔ tu scegli una nicchia precisa
✔ tu offri valore e non solo un prodotto
✔ tu migliori l’esperienza cliente (spedizioni, assistenza, tracking)
✔ tu usi inserzioni e creatività di qualità
✔ tu lavori sul brand, non solo sulla vendita singola
✔ tu ottimizzi margini, costi e processi
Quando ha senso davvero oggi?
- Quando vuoi iniziare un ecommerce con budget ridotto
- Quando vuoi testare prodotti prima di investire in stock
- Quando punti a costruire un brand nel medio-lungo termine
- Quando sei disposto a imparare marketing in modo serio
👉 Il dropshipping non è morto: è semplicemente diventato un modello più maturo che richiede competenza, strategia e professionalità.